Il Cuoco : Non un mestiere per tutti !

Cosa significa fare il cuoco oggi rispetto agli anni addietro ?

In questi ultimi anni , in cucina, cè stata una vera e propria rivoluzione che ha portato decisamente molti cambiamenti . Ad esempio oggi si utilizzano moderni macchinari per il risparmio di tempo e risorse, si gestiscono file e ordini dal pc, o ancora, grazie all’applicazione di principi della chimica, si sono apprese nuove tecnologie di cottura e di preparazione.

Nonostante i cambiamenti sopracitati , i requisiti che il Cuoco deve possedere sono sempre gli stessi. Dovrà avere tanta passione, essere incline al sacrificio (fare il cuoco significa anche fare tante rinunce), saper muovere le mani, ed avere buone capacità organizzative .

Chi diventava Chef in passato, non aveva fatto un paio di anni in un ristorante stellato o qualche esperienza qua e là, ma aveva seguito un percorso professionale ben preciso. Un persorso fatto di impegno costante nel tempo, che ti permetteva di raggiungere la vetta, ma solo dopo aver dimostrato una buona attitudine, conoscenza e manualità nel proprio lavoro. La maggior parte delle volte inoltre, non ti proponevi con una qualifica, ma erano gli stessi Grandi Maestri a proporti un ruolo o a consigliarti a qualche collega.

Era un percorso impegnativo e tortuoso, alla conoscenza di tutte le partite, e di tutti i ruoli man mano che si aquistava esperienza e capacità. Era fatto di vittorie e sconfitte, di tanto sacrificio e poco svago , ma che, alla fine, ti forgiava nel modo corretto per diventare un giorno Capo Chef.

Cuochi di Professione , Maestri di Vita !

Ambivi a diventare come quei Grandi Maestri (detti anche“Capi scuola”), autoritari e carismatici, come Alzetta ,Gavinelli, Gioco, Guardone, Lavarini ,Marchesi, o Mei. Quelli che le dinastie le creavano da sé, ma solamente dopo averti fatto sudare e onorare il mestiere.

Poteva pure capitare che a volte ti riprendessero con tono deciso, ma in altre occasioni ti sapevano pure riempire il cuore con tanta soddisfazione, qualora ti facessero un complimento, o per elogiare il tuo piatto dopo il riscontro positivo di qualche cliente.

Quanto ci mancano oggi quei Grandi Maestri nelle cucine Italiane ! (ormai li vogliono tutti in Tv ndr.)

Anche se oggi ci insegnano a vivere il presente, con un’occhio proiettato al futuro, non bisogna mai dimenticare gli insegnamenti del passato, e sopratutto non dimenticare, che per essere un vero Chef di Cucina, non basta indossare una camicia bianca, un grembiule o portare un cappello !

 

Articolo dedicato a Giancarlo Cereghini e Isidoro Sartori.

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